mercoledì 24 gennaio 2018




FINALISTI PREMIO SALERNOIR LE NOTTI DI BARLIARIO 2018


Le operazioni di voto sono terminate ieri sera alle 21. Voto a scrutinio segreto della prima giuria Porto delle Nebbie, composta da Massimiliano Amato, Brunella Caputo e Piera Carlomagno. Difficile perché i libri erano tutti interessanti, ma alla fine è bastato un solo turno di voto per determinare tutti i finalisti e i premiati. Su 47 romanzi arrivati, solo tre sono stati esclusi perché, solo per pochi giorni, la data di pubblicazione era fuori dal bando di gara.


Risultano finalisti, sempre in ordine alfabetico

Roberto Carboni (Dalla morte in poi, Fratelli Frilli Editore)

Antonio Fusco (Le vite parallele, Giunti)

Piergiorgio Pulixi (La scelta del buio, Edizioni e/o)

I loro romanzi saranno ora letti dalla seconda giuria di esperti, composta da Alfonso Amendola (docente universitario), Alfonso Conte (docente universitario), Carla Errico (giornalista), Elena Rossi (criminologa), Umberto Zampoli (magistrato).

Sono stati assegnati tre ulteriori premi speciali, che andranno a

Luigi Romolo Carrino (Alcuni avranno il mio perdono, e/o)

Alessandra Pepino (La danza infelice, Atmosphere Libri)

Massimiliano Smeriglio (Per quieto vivere, Fazi Editore)


In più

Luigi Schettini (Nell’ombra del faro, golem Edizioni)vince il Premio Amici della Fondazione Menna per il SalerNoir Festival


Non ci saranno ulteriori comunicazioni. La premiazione avverrà nella serata finale del SalerNoir Festival, le notti di Barliario, sabato 3 marzo


Complimenti a tutti

giovedì 7 settembre 2017

PREMIO LETTERARIO "LE NOTTI DI BARLIARIO SALERNOIR" EDIZIONE 2018



Regolamento Premio Letterario “Le notti di barliario Salernoir” Edizione 2018



Art. 1 – L’associazione “Porto delle Nebbie”, con sede a Salerno, in via Panoramica, 25/A, organizza per l'anno 2018 la Prima Edizione del “Premio Letterario Le notti di Barliario SalerNoir”.
L'iscrizione è aperta a tutti gli scrittori che abbiano raggiunto la maggiore età alla data di attivazione del bando, e che abbiano scritto o tradotto le proprie opere in lingua italiana.
Art. 2 - Sono ammesse esclusivamente opere letterarie in lingua italiana che appartengano al genere letterario giallo, termine con il quale si indica la narrativa in cui l'oggetto principale è la descrizione di un crimine e dei personaggi coinvolti, siano essi criminali o vittime. Compresi in tale filone ritroviamo il poliziesco classico di deduzione, il noir, il thriller, la spy-story, il giallo psicologico, il giallo storico.
Non sono ammesse opere che inneggino alla violenza, al razzismo, alla discriminazione tra sessi, o a qualsiasi riferimento che possa turbare la sensibilità delle persone.
Il Premio è riservato solo alle opere edite a partire dalla data del 01 Giugno 2016 fino al 30 Novembre 2017 (provvisti di codice ISBN).
La partecipazione al concorso è gratuita
Le opere che non rispetteranno le caratteristiche richieste saranno escluse dal concorso, senza alcun obbligo di comunicazione da parte dell'organizzazione.
Art. 3 - I plichi dovranno pervenire entro e non oltre le ore 18:00 del 15 Dicembre 2017, con invio a mezzo posta o corriere, o consegnata direttamente all'indirizzo: Associazione "Porto delle nebbie", sede legale, presso Piera Carlomagno - Via Panoramica, 25/A - 84134 - Salerno Farà fede il timbro postale di invio, la reversale del corriere, ovvero la ricevuta della avvenuta consegna brevi manu.
Le spese di spedizione sono a carico dei partecipanti, i plichi tassati saranno respinti.
Il plico dovrà contenere:
    n. 3 copie dell'opera cartacea così come è stata pubblicata
    scheda di iscrizione allegata al regolamento
I volumi non verranno restituiti. I plichi che perverranno diversamente da quanto richiesto, non saranno accettati.
Art. 4 - I premi saranno così suddivisi:
1° classificato: Targa + Week-end per due in una località costiera del salernitano
2° classificato: Targa + Opera d’arte di un artista salernitano
3°classificato: Targa
La Giuria si riserva di assegnare una o più Menzioni speciali e un Premio Speciale della Giuria per opere non rientranti nella terna dei finalisti 
Art. 5 - Il Premio avrà il seguente calendario: l'iscrizione e l'invio dell'opera avverranno secondo le modalità previste all'art.3, entro le ore 18.00 del 15 Dicembre 2017.
La selezione delle opere inviate si concluderà entro il 31 Gennaio 2018 e la Cerimonia di Premiazione avrà luogo a Salerno Sabato 3 Marzo 2018, nell’ambito della serata conclusiva della manifestazione “Le Notti di Barliario - SalerNoir Festival”.
E’ fatto obbligo ai tre finalisti di presenziare alla cerimonia di consegna dei premi, pena la revoca dei premi stessi.
Art. 6 - Al termine della manifestazione il materiale pervenuto non verrà restituito.
Art. 7 - La giuria sarà composta da soci dell’Associazione “Porto delle Nebbie” ed altre personalità del mondo della cultura, dell'editoria e del giornalismo che la stessa Associazione decidesse di cooptare. Le decisioni della Giuria di premiazione sono inappellabili e insindacabili. La Giuria non è tenuta a rendere pubblici i titoli delle opere escluse dalla premiazione finale.
Art. 8 - Ciascun autore, con l'atto stesso d'iscrizione al Premio:
- accetta il presente regolamento, assumendosi in prima persona ogni responsabilità in ordine all'opera inviata, dichiarando di aver realizzato l'opera legittimamente, e di poterne disporre in assoluta libertà;
-autorizza espressamente l’Associazione “Porto delle Nebbie”, nonché i suoi diretti delegati, a trattare i dati personali trasmessi ai sensi della L.675/96, del D. Lgs 196/2003 “Codice Privacy” e successive modifiche, anche ai fini dell'inserimento in banche dati gestite dalle persone suddette;
- autorizza l’Associazione “Porto delle Nebbie” alla divulgazione del proprio nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali, siti web, etc.;
- manleva l’Associazione “Porto delle Nebbie” da qualsivoglia responsabilità e conseguenza pregiudizievole derivante da domande e/o pretese azioni formulate ed avanzate in qualsiasi forma, modo e tempo, anche per quanto riguarda il titolo dell'opera.
Il regolamento è scaricabile dalla pagina facebook dell’Associazione Porto delle Nebbie e dal blog http://portodellenebbienoir.blogspot.it
Per informazioni o chiarimenti inviare mail alla Segreteria:  premiosalernoir@gmail.com. 

SALERNO, 7 SETTEMBRE 2017







Scheda di iscrizione
Premio Letterario
“Le Notti di Barliario – Salernoir”
Compilare in stampatello:
Cognome_______________________________________________________________________
Nome__________________________________________________________________________
Titolo dell'opera__________________________________________________________________
Nato/a a____________________________________                      Il________________________
Residenza___________________________________
Telefono_________________________________Cell.___________________________________
Email__________________________________________________________________________
Dichiaro di aver preso visione e di accettare le norme del Regolamento, specificatamente:
- accetto il presente regolamento, assumendomi in prima persona ogni responsabilità in ordine all'opera inviata, dichiarando di aver realizzato l'opera legittimamente, e di poterne disporre in assoluta libertà;
- autorizzo espressamente l’Associazione “Porto delle Nebbie”, nonché i suoi diretti delegati, a trattare i dati personali trasmessi ai sensi della L.675/96, del D. Lgs 196/2003 “Codice Privacy” e successive modifiche, anche ai fini dell'inserimento in banche dati gestite dalle persone suddette;
- autorizzo l’Associazione “Porto delle Nebbie” alla divulgazione del mio nominativo e del premio conseguito su quotidiani, riviste culturali, siti web, etc.;
- manlevo l’Associazione “Porto delle Nebbie” da qualsivoglia responsabilità e conseguenza  pregiudizievole derivante da domande e/o pretese azioni formulate ed avanzate in qualsiasi  forma, modo e tempo, anche per quanto riguarda il titolo dell'opera.

Data __________________________

Firma per esteso_________________________________________________

lunedì 8 maggio 2017

SOGNI NOIR di Brunella Caputo - I Guardiani di Maurizio de Giovanni





Il panorama.
Assurdo.
Sembra tutto così assurdo come quel cielo.
Il panorama, la vista. Stare lì a guardare. Soltanto a guardare.
Assurdo.
Quanto può essere assurdo stare a guardare da una finestra che poi è uno schermo.
Guardare gli alberi, la neve, qualche animale.
Il panorama.
Il segreto di questo viaggio è mettersi a guardare. L’incanto lotta con la nostalgia.
Assurdo.
Guardare le somiglianze, che sono piccoli messaggi genetici e possono far esplodere il mondo.
Guardare un soldato che stupra una contadina, e il suo seme è forte. Non è amore è solo una voglia animale. Il suo seme è forte e diventa un fattore che col tempo si fonde con quello di un filosofo speculativo e dà luogo a un politico espansionista e assolutista. E poi un altro soldato incontrerà un’altra contadina, e così via: le somiglianze e i messaggi del passato si mischieranno con le circostanze.
Guardare il panorama meraviglioso.
Assurdo.
Guardare che non c’è paura, e che questa si contrappone al suo contrario: la curiosità, che è il motore, la forza vera. Un tempo la paura era necessaria in attesa della conoscenza, e la religione era un mezzo per esorcizzare la paura. Ma la curiosità vince sulla paura e diventa un’opportunità: quella di stare a guardare.
Assurdo.
Bisogna spalancarsi alla conoscenza, liberarsi dal pregiudizio, perché il bisogno è qualcosa di sconosciuto, da indagare.
E allora… si va indietro nel tempo, ere ed ere indietro.
E si immagina una specie morente che manda in giro spore, in un altro mondo ostile. Perché la missione è mettere la propria specie in un’altra.
E scoprire che  i principi erano due: l’essere figlio e l’essere madre.
E capire che intorno a questi due principi cominciò il cammino, in un luogo profondo, sopra e sotto.

Il cielo, la terra. Nel profondo di questi due luoghi si svolge questa storia straordinaria.
Una storia penetrante, meravigliosamente invadente. Prende tutto lo spazio. Affascinante e avvolgente. Genera curiosità, stimola il senso di avventura, fa riflettere sulla paura, induce alla ricerca di luoghi nascosti. Racconta una città, sopra e sotto, prima e dopo.  Hai voglia di andarci in giro per quella città, sopra e sotto, alla ricerca di questa storia del prima e del dopo.  Vorresti cercarla, la storia, sì, per prenderne tutta l’essenza, per sentirne ogni battito ed esserne tu stesso il protagonista. Vorresti perderti negli stessi luoghi, sopra e sotto.

Il sopra e il sotto. Il cielo e la terra. Il paradiso e l’inferno. La gioia e il dolore. Il fuoco e l’anima.

Maurizio de Giovanni percorre ancora una nuova strada, rompe lo schema come successe con Il metodo del coccodrillo. Sceglie la strada della curiosità, della scoperta, del viaggio al centro della terra. Sì, perché da questa storia si scopre che Napoli è il centro di fuoco del mondo. Quello che vuoi scoprire, di cui vuoi sapere.
L’origine.
L’origine della paura, della curiosità, della mente e di qualcuno capace di leggerla, di te stesso.
L’origine.
Sono incantata da tanta bellezza,  tutta in una storia.
E allora…resto a guardare dove mi porterà. Perché le grandi storie così non finiscono e ti lasciano lì,  sospeso a…guardare.
Molto attentamente.

Brunella Caputo

giovedì 4 maggio 2017

È LA STAMPA BELLEZZA di Piera Carlomagno - Sempre più vicino di Raul Montanari






I suoi non sono “noir sì, ma anche…”, i romanzi di Raul Montanari sono una decostruzione del noir che lui immerge in una trama intessuta di valori alti e universali - i suoi preferiti, l’amicizia, la famiglia - anche questi messi a dura prova nella sua personale visione. Il picco massimo della suspense è da batticuore fortissimo. “Sempre più vicino”, edito da Baldini & Castoldi è un’altra grande storia, raccontata meravigliosamente, ambientata in una Milano riconoscibile, ma non pressante, i personaggi restano scolpiti dentro - un paio te li ritrovi accanto sul divano mentre leggi e ti fanno l’occhiolino – la dinamica dei fatti riporta, in questo romanzo più che mai, all’amato Scerbanenco. A modo suo però. Montanari è tutto a modo suo. Ora io ho appena finito di leggerlo e sento di aver fatto una cosa colma di senso e di bellezza (lunedì 1 maggio 2017, ore 16,30)

Piera Carlomagno

sabato 7 gennaio 2017

Consigli di Lettura - L'appuntamento di Piergiorgio Pulixi - Edizioni e/o




E’ da prendere con la dovuta cautela “L’appuntamento” con questo romanzo di Piergiorgio Pulixi. Richiede tempo - inutile preparare il segnalibro, si comincia e si va fino in fondo – e coraggio, per esplorare il terreno minato sul quale ci muoviamo ogni giorno, complice un’ambientazione pericolosa come un leopardo che ti ammalia con la sua bellezza e poi ti sbrana. Quello che credi di capire, non sarà mai abbastanza e da quel“L’appuntamento” in un ristorante di lusso, molte vite cambieranno. Noir psicologico carico di suspense, che esplora il terreno della perversione e dell’ossessione per il controllo, dialoghi serrati ed efficacissimi. Nel diagramma della tensione, sul finale tutti i valori puntano ancora più in alto.

Piera Carlomagno



Il Libro

Un ristorante di lusso. Un uomo e una donna iniziano a parlare. È la prima volta che si incontrano. Ma il loro non è un incontro normale. Lei è costretta a stare lì e a rispondere alle domande sempre più inquietanti e morbose dell’uomo. Più l’elegante sconosciuto si intrufola nella sua vita, più la donna si rende conto di avere davanti un mostro manipolatore e affamato di controllo. Dalle domande scabrose e imbarazzanti si arriva a umiliazioni sempre più crudeli, in un gioco psicologico al massacro a cui la donna non può sottrarsi. Ma quella sera una serie di rivelazioni ribalteranno drasticamente ruoli e copione, perché le apparenze ingannano e niente in quel ristorante è come sembra. Attraverso dialoghi serrati che fanno emergere tutta la tensione e la brutalità latente, l’autore ci conduce in un noir psicologico ricco di colpi di scena e suspense, esplorando i territori della perversione umana, dell’ossessione per il controllo e del pericolo che corre la nostra privacy in un mondo virtuale in cui le nostre vite sono facili prede di lupi mascherati da agnelli.

L'Autore

Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982. Fa parte del collettivo di scrittura Sabot creato da Massimo Carlotto, di cui è allievo. Insieme allo stesso Carlotto e ai Sabot ha pubblicato Perdas de fogu (Edizioni E/O 2008), e singolarmente il romanzo sulla schiavitù sessuale Un amore sporco, inserito nel trittico noir Donne a perdere (Edizioni E/O 2010). È autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo iniziata col noir Una brutta storia (Edizioni E/O 2012), miglior noir del 2012 per i blog Noir italiano e 50/50 Thriller e finalista al Premio Camaiore 2013, proseguita con La notte delle pantere (Edizioni E/O 2014), vincitore del Premio Glauco Felici 2015, Per sempre (Edizioni E/O 2015) e  Prima di dirti addio (Edizioni E/O 2016). Nel 2014 per Rizzoli ha pubblicato anche il romanzo Padre Nostro e il thriller psicologico L’appuntamento (Edizioni E/O), miglior thriller 2014 per i lettori di 50/50 Thriller e vincitore del Premio Prunola 2016. Nel 2015 ha dato alle stampe Il Canto degli innocenti (Edizioni E/O) primo libro della serie thriller I canti del male, vincitore del Premio Franco Fedeli 2015, del Premio Corpi Freddi Awards 2015 e del Premio Grotte della Gurfa 2016. Nel 2016 gli viene assegnato il Premio Serravalle Noir. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sul Manifesto, Left, Micromega e Svolgimento e in diverse antologie. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito.

domenica 23 ottobre 2016

CONSIGLI DI LETTURA : Crimini dell'anima - Homo Scrivens







Il Libro


"CRIMINI DELL'ANIMA", a cura di Mariagiovanna Capone, nasce da sei racconti scritti per scrutare nel “Nero dell’anima”, proprio come il titolo del corso di scrittura noir seguito dal novembre 2014 al febbraio 2015 dalle autrici, guidate dalla maestria dello scrittore Maurizio de Giovanni. Un’antologia che vuol essere anche un esperimento editoriale, ovvero realizzare un romanzo collettivo in cui ogni autrice ha passato il testimone all’altra, quasi creando un effetto domino di pulsioni, paure, rabbia dei protagonisti dei loro racconti. Rispettando lo stile e l’individualità di ciascuna, ogni singolo racconto ha seguito un filo conduttore comune, al fine di avere quindi un’antologia anomala, non convenzionale, con una scrittura di respiro ampio e in sintonia. Sono nate così sei storie di personaggi tormentati, anime nere in conflitto prima di tutto con se stessi e alla ricerca di un’assoluzione. Come la rassicurante segretaria descritta da Brunella Caputo che implode all’improvviso lasciandosi una scia di sangue alle spalle, la manipolatrice Nina di Vera Arabino alla continua ricerca di un riscatto sociale, l’ambiziosa Concetta di Rosaria Vaccaro ormai ossessionata dalla sua assordante normalità, Attilio e la sua incapacità di amare raccontata da Francesca C. Laccetti, le tre donne di Gabriella Ferrari Bravo unite da segreti e sensi di colpa lunghi una vita, fino ad arrivare all’anonimo uomo delle pulizie di Mariagiovanna Capone e il suo mondo di invisibilità costellato di dolore.



Le Autrici







lunedì 19 settembre 2016

Un serial killer ossessionato dal contenuto delle borse recensione di Corrado De Rosa - Il Turista di Massimo Carlotto - Rizzoli






Pietro Sambo è l’ex capo della Omicidi di Venezia. Da qualche giorno è sulle tracce di un serial killer ed è stanco: – C’è qualcosa di malato che appesta tutta questa storia. Quel "qualcosa di malato", che scorre in ogni pagina del nuovo romanzo di Massimo Carlotto, è la psicopatia. I non addetti ai lavori spesso la confondono con la psicosi. La psicosi è la follia come la gente comune se l’immagina. È la perdita del contatto con il mondo. Chi ne soffre, di solito, non ha rapporti normali con gli altri. Delira, cioè ha un modo di pensare incorreggibile e lontano dalla realtà, oppure soffre di allucinazioni: sente voci che gli altri non sentono o vede cose che gli altri non vedono. Lo psicopatico, invece, non è matto, o almeno non secondo i canoni richiesti per stabilire che, quando delinque, lo fa senza consapevolezza. Lo psicopatico agisce perché lui viene prima di tutto. E in nome di questo mantra non riconosce l’altro. Patrick Bateman di American psycho è uno psicopatico. Jack Torrance, il protagonista di Shining, ha molti sintomi della psicosi. Abel Cartagena è un musicologo con la testa fra le nuvole, ma si tratta di una copertura. In realtà, è il serial killer a cui dà la caccia Sambo. Lo chiamano Il Turista, perché non uccide mai nella stessa città. È un predatore con l’ossessione per le borse e per quello che c’è dentro, da sempre protetto dalla famiglia che ne ha intuito prestissimo le potenzialità nefaste. Tutto è mezzo, nella sua mente psicopatica: ha una moglie e un’amante che utilizza come scusa per muoversi liberamente alla ricerca delle prede. Si mimetizza con sapienza: è loquace, brillante, conosce i criteri di classificazione della psicopatia, si informa su come ragionano quelli come lui, usa il web e studia articoli scientifici. È abile nei travestimenti, non lascia tracce né firme sulla scena del crimine, non violenta le sue vittime, ha un modus operandi definito. Risponde con indifferenza alle esigenze altrui e non sa cosa sia il senso di colpa: l'etica e l'empatia gli mancano. Il Turista uccide per la motivazione che accomuna tutti i serial killer: il bisogno di esercitare potere e controllo su altri esseri umani per affermare il proprio Sè. Seduce, è cinico e calcolatore. Sa di infrangere le regole ma non se ne fa un problema. Bada solo ai suoi bisogni, e anche quando sembra coinvolto emotivamente in una nuova relazione, non è innamorato veramente. È solo appagato dall’idea di sentirsi al centro delle attenzioni di qualcuno che, più o meno, ritiene alla sua altezza. Cartagena si mette nei guai per caso: uccide la donna sbagliata. Da quel momento, da predatore diventa preda nel mezzo di una guerra che procede a fari spenti tra servizi segreti e i Liberi Professionisti: un’organizzazione criminale di ex agenti abilissimi a sfruttare, secondo i propri scopi, le peggiori perversioni del Turista. Proprio come si racconta che facesse la Tigre Arkan, quando “prendeva in prestito” i peggiori psicopatici dai manicomi criminali per le sue operazioni di pulizia etnica. Più ci si addentra nella trama, più il protagonista non ha punti di riferimento. Lui che manipola si sente manipolato. Lui che non agisce a comando e non tollera le frustrazioni, deve obbedire agli ordini. Lui che non ha incertezze ora ha più di un dubbio. Il finale è apertissimo. Quando arriveranno alla fine del romanzo, i lettori di Carlotto si augureranno che Pietro Sambo ci impieghi ancora molto tempo, e molte pagine, per catturare il Turista. Ma Cartagena dovrà stare molto attento al suo narcisismo perverso. É un egocentrico, vuole che i suoi delitti gli siano riconosciuti dalla stampa. Gli piace che lo chiamino Il Turista. Quel desiderio di successo e riconoscimento a tutti i costi potrebbe tirargli un brutto scherzo. E se questo punto debole, prima o poi, dovesse tradirlo, ci sarà uno psichiatra che, per conto di un giudice, cercherà di capire se i suoi comportamenti sono frutto di follia, se è responsabile delle sue azioni o è tanto malato da non esserlo. Cartagena é consapevole del fatto che quello che fa é sbagliato. Le sue caratteristiche di personalità hanno per lo più a che fare con il comportamento, non con categorie psicopatologiche. Progetta, prevede, valuta le possibili conseguenze dei suoi gesti, sceglie tra varie alternative. Non è confuso, non è incerto, controlla sufficientemente la rabbia, non delira, non è allucinato. Distingue il suo mondo interno da quello esterno, è coerente con se stesso. Difficilmente sarebbe considerato incapace di intendere e di volere: "Le possibili bassezze della mente umana - scrisse chi si occupò di Donato Bilancia, 13 ergastoli per 17 omicidi in sei mesi alla fine degli anni Novanta - spesso possono più di una malattia mentale". Ma a quel punto, c'è da scommetterci, Abel Cartagena detto Il Turista non si arrenderebbe: non esiterebbe un attimo a simulare la follia oppure a corrompere un perito. Tutto, pur di ottenere benefici di giustizia e ritornare a uccidere.

Corrado De Rosa
(pubblicata su La città del 15 settembre 2016)